A tutti i Soci
OGGETTO: Convocazione dell’assemblea ordinaria dei soci – 27 febbraio 2013.
In occasione dell’incontro annuale previsto dallo Statuto, sono convocati in assemblea tutti i soci, in regola con il pagamento delle quote sociali al 31 dicembre 2012, per il giorno 27 febbraio 2013 alle ore 17,30, presso la sede di via Colombo n.36.
Gli argomenti all’O.d.g. sono i seguenti:
1. Relazione del Presidente
2. Approvazione del bilancio consuntivo 2012
3. Approvazione del bilancio preventivo 2013
4. Elezioni per la surroga del Consigliere dimissionario
5. Varie ed eventuali.
In occasione dell’incontro i Sigg. Soci sono invitati al rinnovo dell’iscrizione per l’anno solare 2013.
Cordialmente.
Caserta, 20 febbraio 2013
Il Presidente
Arch. Maria Carmela Caiola
leggi commenti (0)| Giorno | Data | Ora | Ora |
| 17,30 -18,30 | 18,30 - 19,30 | ||
| Lunedi | 4 | M.Sfogli | |
| Mercoledì | 6 | G.Trabucco | |
| Lunedi | 11 | GC.Pignataro | |
| Mercoledì | 13 | MC.Caiola | |
| Lunedi | 18 | MR.Iacono | |
| Mercoledì | 20 | M.Paterno | |
| Lunedi | 25 | V.Iacente | |
| Mercoledì | 27 | M.Paterno | |
| Lunedi | |||
| Mercoledì |
Italia Nostra Caserta, fin dal 1999, ha realizzato visite culturali, convegni e manifestazioni per far conoscere e tutelare l’eccezionale opera di ingegneria idraulica.
L’Associazione espresse la propria soddisfazione per la consegna dell’Acquedotto Carolino al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, avvenuta nel febbraio 2010, in coerenza con quanto deliberato dall’UNESCO per il sito casertano, cioè che l’intero acquedotto è un eccezionale bene culturale che va conservato integralmente, garantendo la funzione originaria di grande via d’acqua.
L’Associazione aveva auspicato pertanto che i nuovi organismi di gestione, in collaborazione con i vari Comuni interessati, potessero portare alla sua rivitalizzazione, al recupero delle aree abbandonate, all’eliminazione degli elementi di degrado, nonché alla richiesta dei fondi europei, in grado di realizzare il restauro dell’intero acquedotto e delle sue pertinenze .
Oggi si fa insistente la voce secondo la quale la Soprintendenza di Caserta e Benevento sta progettando di dismetterne la gestione, per consegnare il bene alle due Province interessate.
Tale dismissione preoccupa per le gravi ricadute che potrebbe avere, oltre che per la frammentazione della gestione, anche per la mancanza di risorse finanziarie.
Per questi motivi la Sezione di Caserta di Italia Nostra intende coinvolgere il Ministero dei Beni Culturali e la Direzione Regionale affinché si adoperino per la gestione unitaria in capo allo stesso Ministero; perché si avvii finalmente il progetto di recupero dello storico condotto con fondi europei, utilizzando lo Studio di Fattibilità che giace dal 2008 presso le due province interessate. E’ inoltre urgente che si provveda a redigere il Piano di Gestione per il sito UNESCO, avviando l’indispensabile interlocuzione con l’ente gestore dell’acquedotto dell’Alto Calore, il cui bacino idrico grava sulle sorgenti del Carolino. Oggi, infatti, in assenza di accordi, la quantità di acqua che rimane alle stesse sorgenti è talmente esigua che, ormai da mesi, le fontane e la cascata del Parco Reale sono a secco, con grave danno per la nostra economia turistica.
Il Presidente
Arch. Maria Carmela Caiola
La scrivente Associazione, in riferimento alla conferenza dei servizi sulla richiesta della ditta Moccia,tenutasi in data odierna, intende chiarire quanto segue:
La ditta Moccia , nell’ambito della dismissione della cava in località S.Rosalia a Caserta, deve completare inderogabilmente entro il 9/12/2013 le attività di ricomposizione ambientale a verde del sito di cava. La suddetta ditta ha presentato invece, in data 10/8/2011, la richiesta di smaltire nel cementificio 660.000 tonnellate di materiale fino al 30/9/2016, e addirittura, oltre tale data, di continuare a stoccare materiale calcareo di fornitura esterna nel piazzale di cava per alimentare il cementificio.
Ricordiamo che la ditta Moccia avrebbe dovuto, come prescrive la Legge Regionale fin dal 1985, effettuare la ricomposizione ambientale della cava durante l’attività di escavazione, in modo da riconsegnare la cava stessa, al termine dell’attività, recuperata. In tale attività di ricomposizione ambientale si potrebbero impiegare le maestranze della stessa ditta, da riqualificare e formare allo scopo.
Appare quindi chiaro che non vi è ragione alcuna per alimentare il ricatto occupazionale, né per rinviare sine die la chiusura della cava che già tanto è costata in termini di salute e vivibilità a Caserta e in particolare ai cittadini residenti a S.Clemente.
Ricordiamo che cave e cementifici sono incompatibili con il costruendo Nuovo Policlinico, e che quindi risulta vitale, anche per ragioni economiche ed occupazionali, che i cementifici Moccia e Cementir vengano definitivamente delocalizzati.
Ribadiamo che la delocalizzazione di tali impianti non deve più interessare la provincia di Caserta, che già tanto ha pagato nell’ultimo cinquantennio tante scelte scellerate: ci piacerebbe capire come mai, in questo periodo di crisi in cui molte attività economiche si trasferiscono all’estero, le uniche che continuano a rimanere nel nostro territorio sono quelle che consumano e distruggono irreversibilmente beni irriproducibili, come il nostro paesaggio.
L’Associazione Italia Nostra sezione di Caserta esprime soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, in Consiglio Regionale, dell’ordine del giorno per la Reggia di Carditello.
E’ finalmente un primo atto politico-istituzionale che prende atto dell’emergenza costituita dalla prossima vendita all’asta del prezioso sito borbonico. Sono ormai anni che numerose associazioni del territorio si stanno battendo per scongiurare, dopo l’abbandono e il degrado, quella che sarebbe la definitiva offesa per questa magnifica testimoninanza storico-artistica: la vendita all’asta, fissata per il prossimo 20 ottobre.
Le associazioni, dichiara Maria Carmela Caiola, Presidente di Italia Nostra Caserta, sono state recentemente ricevute al Quirinale, dove hanno ricevuto assicurazioni, dal Prof. Godart, Consigliere del Capo dello Stato per i Beni Culturali, dell’interessamento del Presidente Napolitano alla vicenda, che esporrebbe ancora una volta l’Italia alle critiche dell’opinione pubblica internazionale.
Oggi, con l’approvazione dell’ordine del giorno in Consiglio Regionale, abbiamo un primo segnale da parte della Regione: ci aspettiamo che ora la Giunta faccia seguire gli atti conseguenti. Innanzitutto la comunicazione al Tribunale di voler esercitare il diritto di prelazione per l’acquisizione del bene; poi che si avvii immediatamente una trattativa con la società creditrice affinchè si possa ripianare il debito che ha portato alla vendita all’asta; infine, che si prepari al più presto un progetto di recupero che utilizzi gli ultimi fondi europei disponibili.
SI RIPORTA fonte Ansa
CONSIGLIERE GIORDANO SU REGGIA CARDITELLO
CAMPANIA: IDV, PASSO AVANTI SALVAGUARDARE REGGIA CARDITELLO (ANSA) -
‘’Esprimo soddisfazione per l’approvazione all’unanimita’, nella seduta odierna del Consiglio regionale, del mio ordine del giorno volto ad impedire che la Reggia borbonica di Carditello finisca nelle mani della criminalita’
organizzata nell’asta pubblica fissata per il 20 ottobre prossimo. E’ importante che il settecentesco sito reale diventi un volano per il turismo in Terra di Lavoro'’. Cosi’, in una nota, Eduardo Giordano, capogruppo dell’Italia
dei Valori al Consiglio regionale della Campania. ‘’Attraverso l’ordine del giorno presentato da Idv, il Consiglio - ricorda - ha impegnato la Giunta regionale della Campania ad esercitare il proprio diritto di prelazione per
l’acquisizione della settecentesca struttura, utilizzando i fondi europei 2007/13. Il restauro dovra’ avvenire attraverso la definizione di un progetto da realizzarsi con l’intervento sia pubblico che privato, tra cui la stessa Regione Campania e il Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali'’. ‘’In alternativa a questa ipotesi - prosegue la nota - la Giunta si e’ impegnata ad attivarsi immediatamente, fornendo adeguate garanzie economiche, affinche’ la SGA/San Paolo Imi, prima di considerare qualsiasi altra offerta, valuti innanzitutto la proposta di transazione gia’ avanzata nelle scorse settimane dal Consorzio di Bonifica, per un importo di 9,3 milioni di euro'’. ‘’Tali soluzioni - conclude il consigliere dipietrista - porrebbero il sito borbonico al riparo dapossibili speculazioni e darebbero la possibilita’ di avviare una prima significativa parte di lavori di recupero e rifunzionalizzazione dello stesso'’. (ANSA).
Con delibera 75 del 29 aprile il Commissario di Caserta, Prefetto Piero Mattei, ha individuato interventi alternativi alla Riqualificazione dell’area ex MACRICO, per la quale erano stati destinati 40 milioni di euro del PIU’ Europa, dando un colpo gravissimo alla speranza dei cittadini, già mortificata dalle amministrazioni comunali che si sono succedute.
La motivazione a base di tale scelta sarebbe la delibera di Giunta regionale n.122 del 28 marzo, con la quale si afferma che “i 40 milioni promessi non possono più essere considerati tali perché la tempistica del progetto non lo permetterebbe e si consiglia di prendere in considerazione altri interventi.”
E quali sono questi interventi alternativi? Fra gli altri, 23 milioni per la connessione stradale per la stazione di Caserta Est e 3,5 milioni per un sottovia a viale Douhet.
Ma lo spostamento della stazione a Caserta est non era stato abbandonato, tanto è vero che è stata “riqualificata” la stazione di piazza Carlo III? E a che serve il sottovia di Viale Douhet, ora che la piazza è pedonalizzata e che, in luogo della caserma per gli avieri oggi c’è un giardino pubblico intitolato a Maria Carolina?
Questa decisione del Commissario è davvero grave: innanzitutto, perché spetta ad un’amministrazione eletta prendere decisioni tanto importanti per il futuro della città; ma lo è anche perchè si è voluto ignorare il dibattito che ha visto protagonista negli ultimi dieci anni gli stessi cittadini, attraverso il Comitato MACRICO. Nella delibera si afferma che non ci sono i tempi tecnici necessari per il progetto: bene, perché allora non si è adottato quello del Comitato Macrico, consegnato da anni all’amministrazione comunale? Si dice che l’Istituto Diocesano Sostentamento Clero chiede per l’area 40 milioni: perché non si è approvata una delibera, a costo zero, che attribuisca all’area, così come chiesto da 10.000 cittadini, la destinazione F2 (inedificabilità col solo recupero delle costruzioni esistenti) che abbatterebbe il valore economico dell’area?
Caserta, 3 maggio 2011
Il Presidente
Arch. Maria Carmela Caiola
LA RAI A PIETRAVAIRANO PER LA QUESTIONE “CAVE”
Hanno accolto con piacere l’opportunità fornita dalla redazione della trasmissione televisiva “uno mattina” che ha permesso a chi sta lottando da ben quattro anni contro la delocalizzazione di cave e cementificio Moccia S.p.A. a Pietravairano, di far sentire la nostra voce oltre il ristretto ambito locale.
Questa mattina, il primo giorno di Aprile, si sono ritrovati tutti davanti al Municipio per accogliere il giornalista Fabrizio Settimio e altri due operatori della redazione di Napoli i quali hanno sorvolato con un elicottero privato messo a disposizione dal Sig. Passaretti Antonio per effettuare le riprese dell’area interessata dal Progetto di Moccia. Insieme al Sindaco di Pietravairano Francesco Zarone con i suoi amministratori, sono accorsi puntuali molti sindaci del la zona dell’Alto Casertano (A. Izzo: Riardo, G. Di Cerbo: Baia Latina con il vice sindaco, G. Robbio: Vairano Patenora, A. De Simone: Tora e Piccilli, C. Di Tommaso: S. Angelo d’Alife, E. Ferrucci: Marzano Appio, M.C. Tari: Roccamonfina, A. De Ponte: Cons. di Pietramelara) a loro si sono aggiunti i rappresentanti delle associazioni ambientaliste ( Saverio Zeppetella:Legambiente, Agnese Ginocchio:Movimento per la Pace, F. Zunino: Wilderness., G. Falco Pres. Parco del Matese M. Ibello: Pozzo di S. Lorenzo, L. Martone: Altragricoltura), confortati dalla presenza del parroco Don Pasqualino Di Feola e dalle competenze tecniche dell’ing. Vincenzo Tonnara, membro della commissione integrata del Comune di Pietravairano.
Tra gli organizzatori i membri del Comitato Civico “per la tutela e la difesa di Pietravairano” presieduto da Maria Acquaro, la quale, a gran voce, ha ripetuto dinanzi alle telecamere: la nostra non è una posizione pregiudiziale, bensì meditata e motivata da studi ed approfondimenti, nonché confermata da ben 1200 firme raccolte tra i cittadini che saranno depositate sul tavolo del Consiglio dei Ministri dove si sta esaminando il fascicolo della Conferenza dei Servizi.
Nelle varie interviste concesse agli operatori televisivi il sindaco Francesco Zarone ha ribadito la ferma volontà di mantenere salda la sua posizione di opposizione a Cave e cementificio che stravolgerebbe la realtà di Pietravairano. Sostiene inoltre che lui e la sua amministrazione stanno approntando insieme agli altri sindaci dell’Alto Casertano un Piano Programmatico di Sviluppo Sostenibile che valorizzi le risorse locali e la peculiarità dei prodotti tipici della nostra terra.
In un momento storico in cui si sente forte la necessità di riscoprire le ricchezze del nostro territorio e le bellezze dei nostri centri storici ricchi di cultura e di beni storici ed ambientali, i cittadini di Pietravairano sono convinti che questa è la direzione giusta che li porterà a costruire un futuro di benessere per le nuove generazioni. Davanti alle telecamere gli intervistati hanno confermato la volontà di percorrere questa strada “alternativa” opponendosi fermamente ad eventuali insediamenti industriali di grande portata che distruggerebbero il territorio oltre a produrre effetti negativi sulla salute e questo non per fare facile allarmismo ma per sostenere quanto sostengono esperti della ricerca scientifica che hanno lavorato al Trattato di Kyoto e affermano la stretta correlazione tra queste industrie insalubri e alcune gravi patologie.
Non è giusto che per gli interessi di pochi, la maggioranza dei cittadini, paghi duramente in qualità della vita ed ipotechi definitivamente il futuro dei propri figli.
A quest’affermazione hanno fatto da sostegno il gran numero di alunni dell’Istituto Comprensivo di Pietravairano che hanno partecipato alla manifestazione di protesta accompagnati dai loro insegnati e dalla loro dirigente A. M. Cortellessa.
A concludere è stata la Pres. del Comitato Civico di Pietravairano, la quale ha lanciato un appello alle istituzioni e alle forze politiche affinché facciano valere le rivendicazioni e i diritti del popolo “sovrano” del cui rispetto hanno avuto conferma dal Presidente Napoletano che ha assicurato la Sua alta sorveglianza!
In attesa di “trasferirsi” a Roma il Sindaco Zarone e il Comitato Civico continueranno ad opporsi alle resistenze che eventualmente ci saranno, convinti che le loro giuste rivendicazioni per il bene comune rappresentano una testimonianza di vita che non potrà essere ignorata da chi ci governa.
Alla fine della manifestazione c’è stato un “assaggio” dei prodotti tipici locali offerti dalla Pizzeria “il pozzo di S.Lorenzo” del Sig. Pierluigi Lepore in un coloratissimo gazebo ricco di tante specialità culinarie, allestito con l’aiuto dell’indomabile ambientalista Franco Rossi!
Le riprese televisive andranno in onda su “uno mattina” nella prossima settimana presumibilmente giovedì 7 Aprile dalle ore 7:00 alle ore 10:00 (da confermare).
Scarica il documento: convocazione.doc