La locanda della posta, che sta per essere abbattuta, è uno degli edifici storici di Caserta che più sono presenti nella memoria. Il timpano sorretto dalle due colonnine di ghisa della facciata è uno degli elementi tipici della piazza Vanvitelli, il cuore della città.
Nella pianta del 1750, la piazza Mercato (oggi Vanvitelli) è proprio caratterizzata dai tre edifici principali: Palazzo Vecchio (oggi Prefettura), il Regio Granile (al posto del quale oggi è la Banca d’Italia) e la locanda della posta.
Queste locande erano luoghi dove il viaggiatore poteva rifocillarsi, riposare ed affittare cavalli freschi: nell’archivio della Reggia è conservato il menu della locanda della posta del 1763.
E’ ormai divenuta una triste abitudine quella di lasciare che gli edifici storici della città si degradino, li si lascia abbandonati alle intemperie, in maniera che dopo alcuni anni, divenuti ricettacolo di sporcizia, si chieda a gran voce da più parti di ripristinare il decoro degli spazi urbani.
Con malinconia assistiamo all’ennesima perdita irreparabile di memoria storica, in cui i muti testimoni del passato sono ridotti a facciate di uno scenario di cartapesta, centri storici che diventano non luoghi, sempre più simili ad anonimi centri commerciali….
E’ paradossale constatare che, mentre in ogni Paese del mondo si invidia la nostra storia, il nostro passato, le testimonianze che popoli meno fortunati cercano di riprodurre con manufatti in “finto antico”, tentando inutilmente di riprodurre le atmosfere, i paesaggi urbani dei nostri centri antichi, nel nostro Paese queste stesse testimonianze soccombono, pezzo a pezzo, ai colpi di malintese leggi del mercato. Non c’è, infatti, ragione economica che tenga: secoli di storia non hanno prezzo.
Dovrebbe farci comprendere qualcosa il fatto che famosi personaggi acquistano a prezzi iperbolici
appartamenti nei centri storici più famosi d’Italia!
Se Caserta, grazie agli abbattimenti indiscriminati consentiti col Piano di recupero dovesse continuare a distruggere il suo tessuto storico, la Reggia si troverebbe circondata da una Disneyland dalla quale il turista scapperebbe definitivamente.
Mi sia consentita un’ultima annotazione: la crisi economica che stiamo vivendo dovrebbe almeno costituire un’occasione di riflessione. Un time-out nella corsa al consumo di suolo e alla indiscriminata sostituzione edilizia è necessario per farci riflettere sulle ricchezze che abbiamo ereditato, prima di distruggerle: lo abbiamo fatto negli ultimi cinquanta anni e ne abbiamo ricavato solo impoverimento e disoccupazione.
arch.
Maria Carmela Caiola
presidente Italia Nostra Sezione di Caserta
leggi commenti (0)Al Presidente della Regione Campania
On.le Stefano Caldoro
All’ Assessore all’Istruzione e alla Promozione culturale
dott.ssa Caterina Miraglia
OGGETTO: Acquedotto Carolino. Richiesta fondi destinati al Forum delle Culture.
Come è noto, l’Acquedotto Carolino è un eccezionale bene culturale che va conservato integralmente garantendo la funzione originaria di grande via d’acqua.
Italia Nostra Caserta, fin dal 1999, ha realizzato visite culturali, convegni e manifestazioni per far conoscere e tutelare l’eccezionale opera di ingegneria idraulica, il cui terminale è la Reggia di Carditello, che attualmente rischia di essere battuta all’asta.
Nel 2006, con un Protocollo d’Intesa tra le Province di Caserta e Benevento, Sovrintendenza e Demanio, fu affidato alla Facoltà di Ingegneria della SUN uno Studio di Fattibilità per il recupero, anche per la potabilizzazione dell’acqua, finanziato con Fondi europei, consegnato nel 2008 alle due Amministrazioni provinciali.
Tale lavoro, a cura del Prof. Michele Di Natale, prevedeva una spesa di 25 milioni di euro, ripristinando la potabilizzazione dell’acqua, a fronte di entrate per 15 milioni di euro annue, per entrate dovute alla fornitura di acqua potabile.
Nel gennaio 2010 l’Acquedotto Carolino è stato consegnato dal Demanio al Ministero per i Beni e le Attività Culturali: decisione opportuna, visto che l’importante infrastruttura è inserita, come la Reggia e il Parco Reale di Caserta, nell’elenco dei beni tutelati dall’UNESCO.
L’Associazione Italia Nostra Sezione di Caserta chiede, quindi, di utilizzare i fondi destinati al Forum delle Culture per l’Acquedotto Carolino.
Chiede che venga presentato per la richiesta di fondi europei un progetto strategico complessivo, che veda collaborare la Regione Campania, le Amministrazioni provinciali di Caserta e Benevento, la Soprintendenza ai B.A.P.S.A.E. di Caserta e Benevento, non solo per la rivitalizzazione della via d’acqua, ma anche per l’acquisizione da parte della Regione della Reggia di Carditello e per il suo restauro.
Caserta, 2 dicembre 2011
IL PRESIDENTE
Arch. Maria Carmela Caiola