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Comunicato Stampa


L’associazione Italia Nostra Sezione di Caserta, ancora una volta, è costretta a lanciare l’allarme su nuove speculazioni edilizie nella città di Caserta.
In particolare, è stato segnalato, da cittadini residenti, un nuovo tentativo di stravolgere gli assetti urbanistici e distruggere quel poco di verde che ancora rimane nell’area più congestionata della città, il rione Acquaviva, zona interessata  dal programma comunitario URBAN II , un investimento di milioni di euro per una riqualificazione  urbana, che non sembra però essere stata mai davvero realizzata. 
Ci riferiamo al Villaggio Impiegati prospettante su viale Lincoln, realizzato negli anni sessanta per i dipendenti della St. Gobain. Le palazzine, realizzate con un Piano di Zona, furono dotate sia di verde condominiale che di verde privato, vincolati dal Disciplinare d’uso, anche dopo il riscatto da parte dei dipendenti ai quali gli alloggi erano stati assegnati.
Nel 2005 è stato realizzato il primo edificio sul verde annesso a tali alloggi, e altri si preparano nelle aree rimaste libere.
Italia Nostra ricorda che i cittadini di Caserta possono fruire di soli 2 mq. di verde pubblico ad abitante, a fronte di quanto previsto dalla normativa vigente, 10 mq. ad abitante.
Da tempo si prepara, ad opera dei privati, anche la cementificazione delle aree verdi della ex St. Gobain, che rimangono l’ultimo polmone della zona, e il recente Piano casa non lascia tranquilli, riguardo alle zone urbanizzate e dismesse!
A questo riguardo, dato che ai sensi del Piano casa il centro storico dovrebbe essere escluso dagli abbattimenti e ricostruzioni con incrementi di volumetrie, ci si chiede come sia possibile che fabbricati demoliti  lievitino, incrementando la cubatura (vedi via Renella, di fianco a Villa Vitrone).
Italia Nostra chiede quindi all’amministrazione comunale di Caserta di fermare simili scempi, di dotare la città di un Piano Urbanistico Comunale che escluda ogni ulteriore consumo di suolo e ogni cementificazione, e che preveda il solo risanamento ambientale, a partire dalle aree di cava, e la dotazione degli standard urbanistici, con l’incremento del verde pubblico e privato.

Caserta 27 maggio 2010

IL PRESIDENTE                                                                  
Arch. Maria Carmela Caiola

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