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Chi siamo

Autore: admin

Un pò di storia… 

Italia Nostra, è una delle prime associazioni nazionali per la difesa del patrimonio storico, culturale ed ambientale del paese. Fondata a Roma 1955 per iniziativa di un gruppo di intellettuali tra cui Desideria Pasolini dall’Onda, Antonio Cederna, Umberto Zanotti Bianco, che fu il primo presidente dell’associazione e Mario Fazio, presto allargò il suo campo di attività a tutto il territorio nazionale allo scopo di «proteggere i beni culturali e ambientali», come da slogan associativo.
Tra gli altri presidenti che si sono succeduti alla guida dell’associazione figurano, oltre ai citati, nomi come Filippo Caracciolo e il famoso scrittore Giorgio Bassani. Dal 2005 Italia Nostra è presieduta da Carlo Ripa di Meana, che succede alla professoressa Pasolini dall’Onda. Nel 2007 le dimissioni di Carlo Ripa di Meana hanno portato alla presidenza Giovanni Losavio, magistrato di Cassazione.
Oggi, Italia Nostra conta più di 200 sezioni distribuite su tutto il territorio nazionale ed è socia promotrice di Europa Nostra, federazione di 220 associazioni di conservazione europee; partecipa inoltre al  BEE (Bureau Europeen de l’Environnement).
Italia nostra è impegnata nella didattica, la ricerca, la pubblicistica, il volontariato culturale, fino al suggerimento legislativo, contribuendo a diffondere nel Paese la cultura della conservazione del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, dell’ambiente cittadino.

Tra i temi sviluppati da Italia Nostra ci sono:
• i beni culturali
• i centri storici
• la pianificazione urbanistica e territoriale
• i parchi nazionali
• l’ambiente
• la questione energetica
• il modello di sviluppo del Paese
• la viabilità e i trasporti
• l’agricoltura
• i musei
• le biblioteche
• gli archivi storici

“Il merito fondamentale di Italia Nostra, la sua originalità assoluta, sta, secondo me, proprio nella persuasione che abbiamo avuto fin dal principio dell’eccezionalità dei valori che ci proponevamo di tutelare. Eravamo convinti, infatti, e continuiamo ad esserlo più che mai, che il patrimonio artistico e naturale italiano appartenga a tutto il mondo, e che per ciò sia in qualche modo sacro.”
Giorgio Bassani.

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